Viber, le chat segrete si autodistruggeranno automaticamente

Viber, le chat segrete si autodistruggeranno automaticamente

L’app di messaggistica istantanea Viber sta per introdurre una nuova funzionalità per le chat segrete, che si autodistruggono dopo un periodo determinato. A febbraio Viber introdusse i messaggi segreti contenenti foto e video, che una volta visualizzati si autodistruggono dopo la scadenza prefissata. Viber segue quindi il percorso tracciato da Snapchat, che prima di tutti introdusse la funzione dei messaggi che si autodistruggono. Un anno fa fu invece introdotta la funzionalità delle chat nascoste, che tramite un sistema di crittografia end-to-end impedisce la visualizzazione delle conversazioni a chi non è autorizzato. Adesso arrivano anche le chat segrete, che si autodistruggono in automatico.

Come funzionano le chat segrete?

Gli utenti possono impostare un timer per le chat, che stabilisce la durata di una conversazione che può essere salvata per un periodo limitato pari a 1-5-10-30 minuti o per 1-3-5 ore. Scaduto questo tempo, le chat verranno cancellate su tutti gli smartphone degli utenti che partecipano alla conversazione.

Con il blocco del forwarding, cioè l’inoltro verso altre chat, Viber impedisce la diffusione e la condivisione di informazioni private, sensibili e delicate. Un’ulteriore protezione delle chat private è garantita dall’inserimento di un pin per accedere alle chat, scelto ovviamente dal possessore dello smartphone.

Stop agli screenshot

Tramite gli screenshot di una chat o di una foto è però possibile aggirare l’autodistruzione della chat. Viber ha pensato anche a questo, infatti ha impostato il blocco dello screenshot delle chat segrete. Questa funzionalità è disponibile per l’app Android, mentre su iOS l’utente verrà avvisato con una notifica quando l’altro contatto prova a fare lo screenshot della conversazione.

Con questa mossa Viber spera di ridurre il gap che c’è con Whatsapp, l’app regina dei servizi di messaggistica instantanea. Al momento Viber non è particolarmente conosciuta in Occidente, ma ha già conquistato oltre 800 milioni di utenti dislocati tra l’Africa, l’Asia e l’Europa Orientale.

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