Telegram, l’habitat naturale di hacker e cybercriminali

Telegram, l'habitat naturale di hacker e cybercriminali

In base ad una ricerca condotta dalla società di sicurezza Check Point Software Technologies, Telegram ha conquistato un primato poco invidiabile: è la piattaforma preferita da hacker e cybercriminali. Il servizio, grazie alle sue peculiari caratteristiche, sarebbe il luogo migliore per avviare contatti finalizzati ad attività criminali. Nello specifico tramite Telegram sembrerebbe più facile avvicinare banchieri e poliziotti, per corromperli o ricavare informazioni personali e dati sensibili.

Come funziona Telegram?

Telegram è nato nel 2013, e ad oggi conta ben 200 milioni di utenti attivi al mese. Nella sostanza è molto simile a Whatsapp, poiché è un’applicazione di messaggistica istantanea caratterizzata dalla crittografia end-to-end. È possibile chattare sia in chat singole che di gruppo.

Le conversazioni non possono quindi essere criptate, e ciò dà il via libera a chat finalizzate ad attività illecite. Finora il principale canale di hacker e cybercriminali era la piattaforma TOR, che apriva le porte al dark web dove trovare praticamente di tutto. La facilità di accesso e la sicurezza delle funzionalità di Telegram hanno reso la piattaforma una valida alternativa al dark web.

Le principali attività illegali su Telegram

Rispetto a Whatsapp, Telegram rappresenta una piattaforma più sicura e meno accessibile. Ciò significa che i criminali possono tranquillamente portare avanti le loro attività illecite, intrecciando rapporti loschi e nascondendo la loro identità.

I canali più gettonati su Telegram sono quelli chiamati Dark Work, Dark Jobs e Black Markets, che contengono offerte di lavoro illecite. In queste aree vengono venduti strumenti di hacking e documenti rubati, che possono essere anche falsificati.

Tra le principali attività illegali c’è il reclutamento di dipendenti di Money Gram o della Western Union, che possono accedere a determinati sistemi. Sembra che queste persone, in caso di collaborazione, percepiscano circa 1.000 euro al mese.

Tra le figure avvicinate e coinvolte in questi traffici illeciti ci sarebbero anche operatori di telefonia mobile e dei Dipartimenti di Polizia, per falsificare rapidamente documenti legali.

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