Polizia postale, posto un limite agli agenti sull’uso dei social network

Una circolare del 25 agosto impone agli agenti di Polizia postale di usare i social network, da Facebook a Twitter, con una certa oculatezza, ricordando il ruolo istituzionale che ricoprono. Non è certo vietato l’uso dei social network, poiché è un diritto dei cittadini, ma non sarà possibile esprimere opinioni personali che possono sollevare un vespaio di polemiche o che rischiano di infangare la divisa.

Questa nota è stata rilasciata da Roberto Di Legami, direttore della Polizia Postale, dopo le tante gaffe e gli scivoloni commessi da diversi agenti e funzionari di polizia negli ultimi anni.

Ritorna in auge il caso Stefano Cucchi

Di Legami, senza fare nomi, fa riferimento ad un dirigente della Polizia postale, che a luglio scrisse un post sui Pokemon che sollevò un’ondata di proteste. Nello specifico il tweet recitava così: “Ho catturato un Pokemon! Se non lo lascio in fretta rischio di essere condannato per il reato di tortura?”. È facile ipotizzare che la persona in questione fosse Geo Ceccaroli, dirigente del compartimento di Polizia postale di Bologna.

Immediata la reazione di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi morto nel 2009 dopo un arresto in condizioni misteriose. La questione ebbe molta risonanza sul web e tra i followers del blog della Cucchi, anche perché proprio in quei giorni si stava discutendo della possibilità di inserire la legge sul reato di tortura.

Ceccaroli fu costretto a fare marcia indietro, dichiarando che la sua non era un’opinione sulla possibilità di inserire il reato di tortura come legge, quanto piuttosto sulla pericolosità dell’uso dell’applicazione di Pokemon Go, che aveva causato diversi incidenti.

Chi controlla il controllore?

Per evitare ulteriori gaffe o i classici scivoloni sulla buccia di banana, è stata emanata la circolare che limita in parte l’uso dei social network: gli agenti saranno controllati dai funzionari, che a loro volta saranno controllati dai dirigenti. In questa sorta di catena di sant’Antonio però chi controlla il controllore?

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