La tecnologia al servizio dei medici: smartphone e tablet negli ospedali

tablet e smartphone ospedale Vannini Roma

L’Ospedale Vannini di Roma, in collaborazione con la Fondazione Roma, ha ultimato il progetto DSE (Dossier Sanitario Elettronico) che mette a disposizione dei medici tablet e smartphone, collegati wi-fi, con i quali conoscere in maniera telematica tutti i dati dei pazienti.

Si tratta di una vera rivoluzione che permette di potenziare i servizi, avere immediatamente a disposizione tutti i dati necessari e ridurre i tempi di degenza dei pazienti.

I vantaggi del progetto DSE

I medici avranno quindi l’opportunità di accedere immediatamente alle immagini radiologiche, i dati storici, le tac, i referti, le risonanze magnetiche e le analisi di laboratorio direttamente presso il letto dei pazienti, utilizzando tablet e smartphone.

Riducendo i tempi necessari per la consultazione dei referti cartacei, e potendo accedere immediatamente a tutte le informazioni necessarie, si ridurranno le inefficienze organizzative, si miglioreranno le prestazioni assistenziali e si diminuiranno anche i tempi di degenza dei pazienti.

Inoltre lo stesso personale dell’ospedale, i pazienti ed i loro familiari potranno accedere liberamente alla linea wi-fi messa a disposizione dalla struttura, con la possibilità di accedere ai vari servizi informativi.

Il Braccialetto Identificativo Unico

Un’altra sostanziale novità del DSE è rappresentata dal Braccialetto Identificativo Unico. Si tratta di una striscia di carta plastificata dove viene registrato un codice a barre con tanto di numero identificativo, grazie al quale sarà possibile individuare subito il paziente senza rischi di errori o di scambi di persona.

Utilizzando la telecamera del proprio dispositivo i medici potranno identificare subito il paziente, analizzando la sua cartella clinica ed i dati storici in tempo reale.

L’ospedale negli ultimi anni ha investito circa 800mila euro, di cui 260mila destinati al progetto DSE. La Fondazione Roma ha partecipato finanziando il progetto per 251mila euro, a testimoniare la grande fiducia che c’è in questa iniziativa che potrebbe rappresentare la nuova via da seguire per tutti gli ospedali italiani.

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