Facebook utilizzerà algoritmi per scovare pattern di spam e fake news

Facebook utilizzerà algoritmi per scovare pattern di spam e fake news

Continua senza soluzione di continuità la lotta di Facebook a spam, fake news e notizie allarmanti infondate. Shabnam Shaik, Technical Program Manager on the Protect and Care Team di Facebook, in un messaggio ha comunicato la nuova strategia del social network di Mark Zuckerberg contro falsi account, che rappresentano un elemento molesto e fastidioso per l’esperienza di navigazione degli utenti.

Bloccare la proliferazione delle fake news alla fonte

Vip vivi e vegeti dati per morti, o notizie allarmistiche che rischiano di creare caos e disinformazione: Facebook dice stop. L’intenzione del social network non è tanto quella di bloccare la pubblicazione di queste notizie, poiché sarebbe davvero complicato, ma ridurre la monetizzazione degli inserzionisti scorretti.

Ovviamente Facebook non è entrato nei dettagli, poiché non vuole dare l’opportunità a troll o divulgatori di false notizie di aggirare l’ostacolo, ma ha dato alcune indicazioni. Sfruttando alcuni algoritmi sarà possibile individuare schemi comuni e pattern molesti. Per esempio le fake news solitamente utilizzano alcuni parametri relativi alla ripetitività ed all’orario di pubblicazione, così sarà più facile individuare la matrice dello spam.

In poche parole le false notizie solitamente seguono uno schema ben preciso che è più facile individuare grazie ad alcuni algoritmi, quindi Facebook può bannare determinati account o non “premiare” determinate notizie riducendone la visibilità. Per esempio è già stato scoperto che gran parte delle fake news sono collegabili al mondo dell’economia, un settore piuttosto sensibile poiché in ballo ci sono i soldi.

Lotta ai furbetti: serve l’aiuto di tutti

Con questo particolare algoritmo Facebook ha già rimosso 30.000 account fasulli in Francia. La guerra continua ma serve la collaborazione di tutti: delle autorità, che dovranno regolamentare da un punto di vista legislativo determinati comportamenti scorretti; degli utenti, che farebbero bene ad informarsi su una notizia prima di condividerla; degli stessi inserzionisti, che hanno in mano un potere molto potente come quello dell’informazione e dovrebbe utilizzarlo con maggior saggezza e correttezza.

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