Come utilizza Facebook i dati degli utenti quando navigano su altri siti?

Come utilizza Facebook i dati degli utenti quando navigano su altri siti?

Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, Facebook ha rilasciato un comunicato in cui spiega come raccoglie i dati dei suoi utenti quando navigano su altri siti. In effetti si possono trovare “frammenti” di Facebook sparsi qua e là sul web. Alla fine di ogni articolo c’è quasi sempre il tasto “Mi piace” del social. In alcuni casi per registrarsi ad un sito è sufficiente inserire le credenziali di Facebook. In pratica il social di Zuckerberg, così come Twitter, Google, Amazon ed altri colossi, tiene traccia della navigazione dei suoi utenti online.

Come dialogano browser e server?

Quando si naviga su un sito il browser invia una richiesta al server, dove è compreso un numero, cioè l’IP. Durante questo dialogo il server capisce quale browser si sta utilizzando e con quale sistema operativo. Il server può anche rilevare dei cookie, per capire se quel browser ha già fatto visita in passato.

Se all’interno della pagina sono presenti sistemi di analisi o tasti per la condivisione di Facebook, allora il social apprende tutte le informazioni di navigazione. In pratica Facebook è in grado di sapere quali siti sono stati visitati o quale applicazione è stata utilizzata, per poi poter offrire i suoi servizi su quel sito per uno specifico utente.

Come utilizza Facebook i dati degli utenti?

Nel momento in cui si clicca “Mi piace” o si accede ad un sito tramite le credenziali di Facebook, il social apprende browser, indirizzo IP, sistema operativo e indirizzo del sito. L’IP viene usato per fornire un giusto funzionamento dei tasti, e per mostrarli nella lingua corretta. L’IP identifica anche il Paese dove si sta navigando.

I cookie invece vengono usati per capire se l’utente è già collegato a Facebook, così da rendere più facile la condivisione di un contenuto. Nel suo comunicato Facebook spiega che tali misure vengono adottate proprio per garantire una maggiore sicurezza agli utenti.

Se ad esempio qualcuno prova a collegarsi con il tuo account da un IP diverso dal solito, il social nota questa anomalia e può chiedere ulteriori modifiche per verificare l’accesso. Oppure un sito che invia innumerevoli richieste a Facebook in poco tempo è molto probabilmente un bot, quindi viene immediatamente bloccato.

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