Anche Facebook ha una sua morale: rivelato il codice etico del social network

svelato il codice etico Facebook

Facebook rimuove alcuni post considerati offensivi e violenti, mentre ignora altri che sembrano piuttosto simili. Sulla base di cosa agiscono i moderatori di Facebook?

Perché alcuni post vengono rimossi ed altri, simili nella sostanza, continuano a campeggiare sulle pagine e sulle bacheche del social network?

A queste domande hanno risposto Till Krause e Hannes Grassegger, due giornalisti tedeschi della Süddeutsche Zeitung, che hanno avuto accesso ai documenti interni di un moderatore, svelando il codice etico seguito da Facebook.

L’obiettivo di Facebook: tutelare il business

Gli sviluppatori di Facebook vogliono che il social continui ad essere una “piazza” virtuale dove convivere e parlare tranquillamente senza parolacce, offese, insulti e minacce, un porto franco per la libera circolazione di idee. Tanti buoni propositi, ma l’obiettivo è innanzitutto quello di tutelare il business della creatura di Mark Zuckerberg.

Per esempio se un sito o una pagina riceve molti like, e le persone pubblicano foto, immagini ed informazioni, si sviluppano molti dibattiti che in termini di soldoni aumentano il costo della pubblicità, con relativi incassi maggiorati per la piattaforma.

Quali sono i dettami del codice etico di Facebook?

Nello specifico qual è il codice etico di Facebook? I moderatori di Facebook tengono sotto controllo due fenomeni che purtroppo stanno trovando larga diffusione in rete, il cyberbullismo e l’hate speech. Tra le categorie particolarmente tutelate ci sono bambini, anziani, donne, adolescenti, docenti e disoccupati.

Nel mirino anche i post contrassegnati da insulti relativi alla razza, all’etnia, alla religione, all’orientamento sessuale, alla provenienza e all’identità di genere che sono immediatamente cancellati.

In pratica si può parlare male di un paese, ma non dei suoi abitanti; così come si può parlare male di una religione, ma non dei suoi praticanti. I vip invece possono essere oggetti di derisione e di critiche pesanti, in quanto personaggi pubblici.

Facebook vuole che gli utenti restino collegati al social network, e naturalmente vengono banditi determinati comportamenti violenti o aggressivi che rischierebbero di allontanarli.

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