All’Università Humanitas il tutor degli studenti sarà il supercomputer Watson

Supercomputer Università Humanitas Milano

Si chiama Watson e sarà il primo computer testato in Europa che fungerà da tutor per gli studenti del terzo anno dell’Università Humanitas di Milano, in stretta collaborazione con l’omonimo ospedale. Watson non si propone come sostituto dei professori in carne ed ossa, ma sarà un validissimo alleato per gli studenti che potranno sfruttare le potenzialità di questo supercomputer.

Raccolta dati e simulazioni di interventi medici

Gli studenti potranno consultare direttamente su Watson una serie di dati, cartelle mediche, test di laboratorio, immagini ed esami diagnostici, tutti rigorosamente anonimi, immagazzinati nella memoria del computer. Partendo da un caro reale, gli studenti potranno consultare Watson ogni volta che lo riterranno opportuno, effettuando delle simulazioni di interventi e diagnosi mediche.

I ragazzi avranno l’opportunità di mettere alla prova e di sviluppare le loro conoscenze, in questo modo saranno pronti quando usciranno dall’università non solo da un punto di vista teorico, ma anche pratico.

Sfruttando la memoria del supercomputer ad intelligenza artificiale sarà possibile consultare la letteratura scientifica più aggiornata, confrontando anche diversi casi per individuare similitudini e differenze, ed arrivare ad una diagnosi precisa. Sarà il singolo studente che, in base alle proprie conoscenze, dovrà andare alla ricerca dei contenuti più pertinenti eseguendo un’appropriata simulazione.

Il caso di Ayaco Yamashita

Per avere un’idea delle straordinarie potenzialità di Watson, è opportuno ricordare il caso di Ayaco Yamashita, una donna giapponese di 66 anni, affetta da una leucemia mieloide acuta.

I dottori faticavano a capire da quale tipologia di leucemia fosse affetta la donna ed erano in un vicolo cieco, quando è subentrato Watson. Eseguendo una ricerca molto approfondita, incrociando oltre 20 milioni di cartelle cliniche e di studi scientifici immagazzinati nel database, i medici hanno individuato una forma di leucemia molto rara, alla quale corrispondeva una cura innovativa non ancora testata, che ha dato ottimi risultati.

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