In questi ultimi mesi i principali network televisivi sono stati attivi e dinamici nelle piattaforme digitali come mai prima sebbene l’interesse dei media e dell’opinione pubblica sia ancora concentrato sui contenuti trasmessi dai canali tradizionali. L’era moderna è in evoluzione, cambiamo le nuove forme di comunicazione, le forme di tecnologia si evolvono e cambiamo anche noi.
La frammentazione degli ascolti, la massiccia disponibilità di canali e di spazio offerto dal digitale terrestre e una sostanziale assenza di strategia su internet dei network tv che hanno creato i presupposti e il terreno per il lancio di una serie di nuove reti dai nomi neanche troppo fantasiosi.La7d, La5, Italia2, Rai5, MTV+ sono annunciati: canali specializzati, ben targetizzati (femminili, sopratutto, ma anche giovani), che partono inizialmente con la riproposizione di programmi già andati in onda sui canali generalisti e poi, dall’autunno, con contenuti originali.
Quello che ci chiediamo allora se dovevano essere mandati inonda programmi di cui già i telespettatori era stanchi ed esausti da tempo, perché tutta questa fretta? In realtà ci sono delle motivazioni latenti. Rai, Mediaset e Telecom (La7- Mtv) vogliono presidiare il terreno del digitale terrestre che hanno sostanzialmente costruito insieme (attraverso il consorzio DGTVi) e fare in modo che Sky abbia maggiori difficoltà ad entrare e a fidelizzare l’audience che si sta formando.Rupert Murdoch ha infatti chiesto all’Unione Europea di poter sbarcare sul digitale terrestre prima del previsto termine di fine 2011.
